I SOGNI
Leo — Leo e il quaderno segreto

Leo e il quaderno segreto

Perseguire un sogno diverso da quello che gli altri si aspettano da noi richiede fiducia in se stessi.

⏱ 5–7 min di lettura🌙 9–13 anni
ProtagonistaLeo RaccoltaI Sogni Età9–13 anni

👨‍👩‍👧 Spazio Genitori

A questa età i ragazzi iniziano a capire che i loro interessi possono essere diversi dalle aspettative degli adulti. Nasconderli per paura di deludere qualcuno può farli sentire divisi.

Leo ama disegnare e teme che i genitori non prendano sul serio questa passione. Quando mostra il suo quaderno, scopre che raccontare ciò che ama è il primo passo per farsi conoscere davvero.

La storia invita gli adulti a fare domande prima di dare consigli: «Che cosa ti piace di questa attività? Che cosa vorresti provare a imparare?»

Da sempre, in ogni cosa viva, scorre qualcosa.
Lo chiamano il Respiro Antico.
È nelle radici, nel vento, dentro di te.
Fai un respiro piano. La storia sta per cominciare.

Leo aveva dieci anni e teneva un quaderno nel cassetto più basso della scrivania.

Non era un diario.

Era pieno di disegni: personaggi, animali inventati, case impossibili e piccole storie a fumetti.

I suoi genitori lavoravano entrambi come ingegneri e gli parlavano spesso di matematica, scienza e costruzioni.

Leo sapeva che erano orgogliosi di lui.

Proprio per questo aveva paura che considerassero il disegno soltanto un passatempo.

Non glielo avevano mai detto davvero, ma quella possibilità gli bastava per tenere il quaderno nascosto.

Un pomeriggio sua madre entrò nella stanza mentre il quaderno era ancora aperto sul tavolo. Leo cercò di chiuderlo in fretta, ma lei aveva già visto una pagina.

«L’hai fatto tu?» chiese.

Leo annuì.

«È una cosa che faccio ogni tanto.»

Era una piccola bugia.

Disegnava quasi ogni giorno.

Un sogno diventa più vero quando troviamo il coraggio di raccontarlo a qualcuno.

Sua madre sfogliò alcune pagine con attenzione.

«Non sapevo che ti piacesse così tanto.»

Leo la guardò, cercando di capire se fosse sorpresa o preoccupata.

Poi decise di raccontarle del corso di disegno che aveva visto in biblioteca e di quanto gli sarebbe piaciuto provarlo.

Quella sera ne parlarono anche con suo padre.

Leo si aspettava domande sul futuro, sulla scuola o su quello che avrebbe fatto da grande.

Invece nessuno gli chiese di scegliere a dieci anni quale lavoro avrebbe fatto per tutta la vita.

Gli chiesero soltanto se voleva iscriversi al corso.

Leo sentì un sollievo enorme. Forse un giorno i suoi interessi sarebbero cambiati proprio grazie a quella possibilità che gli veniva data ora, o forse no.

Ma capì che non aveva bisogno di nasconderli per proteggerli.

Prima di dormire riprese il quaderno.

Il Respiro Antico sembrava muoversi nel silenzio della stanza mentre aggiungeva una nuova pagina.

Quando ebbe finito, guardò il cassetto aperto.

Quella sera non rimise il quaderno in fondo, nascosto sotto le altre cose.

Lo lasciò sulla scrivania. Voleva ricordarsi che le cose importanti per lui non dovevano più restare nascoste.

🌙
Il Respiro Antico scorre ancora.
Dormi adesso.
Ci vediamo nella prossima storia.
Il bosco veglia su di te.
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